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Ricordando Enrico Crispolti

Enrico Crispolti è stato a lungo, e sin dall'inizio, Presidente del Comitato Scientifico dell'Associazione Culturale Enzo Brunori. Per noi e per la nostra azione è stato un maestro e interlocutore, una guida e un compagno di strada. Chiunque ami l'arte di Enzo Brunori si sente ora in qualche modo più solo. Dal Suo impegno e dalla Sua eredità trarremo, grazie agli importanti frutti del lavoro da lui svolto, ragioni e strumenti per portarne avanti il cammino senza mai dimenticare le istanze di rigore scientifico e attenzione alla singolarità dell'opera e del suo manifestarsi, di democratica comunicazione e complessiva restituzione storica dell'artista, di lontananza da ciò che è superfluo perchè pedissequo o poco motivato, di profondo coinvolgimento in ciò che è necessario perchè proficuo e lungimirante per la conoscenza dell'artista. I legami tra il Professor Crispolti e l'opera di Brunori erano stati del resto costitutivi per la poetica di entrambi, nei rispettivi campi. Si erano conosciuti - giovane il pittore, giovanissimo lo studioso - nei primi anni Cinquanta a Villa Massimo, a Roma. E proprio a Brunori fu dedicato (dopo l'esordio assoluto con un testo su Vittoria Lippi), a pochi mesi da una recensione ne «La Voce Repubblicana», il primo studio importante di Crispolti, nella primavera del 1956, in «Commentari». Fu la prima collocazione storica ufficiale del lavoro del pittore nel panorama della sua generazione. In quel saggio, seminale per l'esegesi brunoriana e ancora illuminante per comprendere la sua pittura, Crispolti trovava anche il filo della sua vocazione, vicina alle emergenze della contemporaneità e pronta a rispondere all'urgenza di un dialogo improrogabile, quello con gli artisti. Fu la scelta dirimente compiuta in quegli anni a segnarne gli sviluppi futuri, via via evolutivi rispetto a Venturi, Suo maestro. Avrebbe rievocato quel momento decisivo dopo più di cinquant'anni, nella cospicua presentazione della mostra al Vittoriano (2008). Parlando di innata intima fedeltà, a distanza più che emisecolare dal primo incontro, poteva forse, inconsciamente, riferirsi anche a se stesso. Il confronto era proseguito infatti, pure su versanti differenti, all'altezza cronologica del discrimine informale, e oltre. E dopo la morte prematura di Brunori (1993), insieme all'Associazione fu nuovamente Enrico a riaprire il discorso critico e a proporne una prima valutazione storicizzata nella mostra di Spoleto, a Sua cura, del 1996 (Enzo Brunori. Dipinti dal 1948 al 1992). Fu la prima di molte azioni volte a un completo recupero storiografico e a una corretta visione della figura di Enzo, culminate per un verso nella operazione catalografica generale del 2006, base imprescindibile, oggi e nel futuro, degli studi brunoriani, per l'altro nella mostra, da lui curata, Brunori. Una poetica del colore nel secondo Novecento, tenutasi nel Complesso del Vittoriano nel 2008. Nel saggio in catalogo di quella fortunata esposizione Brunori diveniva il fulcro di una linea del colore di sviluppo europeo di cui si poneva una nuova considerazione, linea già presagita nel primo imprinting perugino (nel testo di Bianca Pedace) e nella fervida situazione di Villa Massimo (nel testo di Orietta Rossi Pinelli).

Frattanto con sagacia Crispolti ne propose lo studio, sollecitando nuove riflessioni da distanza storica maggiore, anche ad allievi di una generazione molto successiva, promuovendo attente ricerche universitarie in tale direzione e presentando le risultanze scientifiche relative - Perugia liberata. Arte e sistema dell'arte a Perugia (2012) e Vittoria Lippi (2011), entrambi di Pedace - con importanti prefazioni di impegnato tenore metodologico e di forte contenuto storico.

La Sua presenza nelle attività dell'Associazione è stata costante e puntuale, sempre generosa di spunti, di riflessioni, di analisi ogni volta acute e impregiudicate: coerenti ma nuove. Così accadde anche nei tanti interventi relativi a successive esposizioni: a Roma nel 2011 in occasione della mostra Introspezione nel colore. Vittoria Lippi e i suoi sodali Enzo Rossi ed Enzo Brunori, a cura di Bianca Pedace, a Maccarese nel 2017 in occasione della mostra La Musa Fregene, per citarne solo alcune. E altre iniziative ancora erano in programma e anzi ormai in fieri, sia espositive sia editoriali, incardinate dal Suo magistero e illuminate dalla Sua intelligenza critica. Le porteremo avanti, anche in Suo nome.

Impossibile ripercorrere in poche parole il senso culturale ed umano del legame stretto con lui in questi anni e molto prima fondativamente inaugurato da Enzo Brunori. Affetto e gratitudine prima di tutto personali ci spingono a ricordare almeno le tappe salienti di un rapporto che complessivamente è durato più di sessant'anni. Nè certo è finito, né finirà: al senso di perdita si intreccia quello di responsabilità, alla responsabilità verso Brunori si aggiunge anche quella verso un tale esegeta dell'opera brunoriana, verso un tale amico di tutti noi.

Aggiornamento Catalogo Generale di Enzo Brunori
Censimento opere di Vittoria Lippi


A tutti i collezionisti in possesso di opere di Enzo Brunori e/o Vittoria Lippi

E' in preparazione un aggiornamento del Catalogo Generale delle opere di Enzo Brunori (edito dalla Egaf nel 2006 sotto il coordinamento del Prof. Enrico Crispolti ) ed un censimento delle opere di sua moglie Vittoria Lippi.
Tutti i collezionisti in possesso di opere di Brunori non presenti o censite erroneamente o con foto in bianco e nero nel Catalogo Generale del 2006 devono inviare all'Associazione per posta (Via dell'Acqua Traversa, 185 - 00135 Roma) o per e-mail (info@enzobrunori.it) una apposita scheda (scaricabile cliccando qui) compilata e con 3 foto dell'opera allegate; lo stesso vale per i collezionisti in possesso di opere di Vittoria Lippi.
Una delle foto verrà restituita come prova di autenticità.



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Collezione Privata

Scoperte presso una collezione privata di Roma alcune opere sconosciute:4 pannelli formato 152 x 32 cm realizzati da Brunori nel 1955, con pastelli a cera/olio su carta intelata, per essere montati su una porta scorrevole nell'appartamento degli amici e collezionisti Prof. Guglielmo Nocera e sua moglie Magda. Staccati dal supporto originario sono stati poi incorniciati: uno separatamente e gli altri insieme.

Contestualmente è stato anche trovato un piccolo olio formato 20 x 30 cm di Vittoria Lippi datato 1953 che testimonia il suo primo periodo post-cubista.